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Il decreto legislativo n. 28 del 16 marzo 2015. Questioni di diritto processuale e di diritto sostanziale

Di
Ugo Domenico Molina
Pubblicato in:

1. Note introduttive e impianto normativo
Con la presente relazione, si è tentato di individuare le principali questioni problematiche connesse all’applicazione pratica dell’istituto introdotto dal D.L.vo n. 28 del 16 marzo 2015 - “Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto”.
Le questioni trattate in questa sede e i relativi percorsi argomentativi non hanno pretesa di esaustività e completezza e le soluzioni interpretative proposte si esauriscono in meri “suggerimenti” che, in attesa del consolidarsi degli indirizzi dalla Suprema Corte, sono rimessi alla esclusiva valutazione critica del lettore.
Di seguito il nuovo impianto normativo, così come introdotto dal decreto legislativo n. 28 del 16 marzo 2015. “Modifiche al codice penale: 1. Dopo l’articolo 131 del codice penale, le denominazioni del Titolo V e del Capo I sono sostituite dalle seguenti: «Titolo V - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena - Capo I - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Della modificazione e applicazione della pena».
2. Prima dell’articolo 132 è inserito il seguente: «Art. 131 bis. - (Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto). Nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’articolo 133, primo comma, l’offesa è di particolare tenuità e il
comportamento risulta non abituale.
L’offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, ai sensi del primo comma, quando l’autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all’età della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona.
Il comportamento è abituale nel caso in cui l’autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonchè nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.
Ai fini della determinazione della pena detentiva prevista nel primo comma non si tiene conto delle circostanze, ad eccezione di quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale. In quest’ultimo caso ai fini dell’applicazione del primo comma non si tiene conto del giudizio di bilanciamento delle circostanze di cui all’articolo 69.
La disposizione del primo comma si applica anche quando la legge prevede la particolare tenuità del danno o del pericolo come circostanza attenuante.».
«Art. 411. (Altri casi di archiviazione). 1. Le disposizioni degli articoli 408, 409 e 410 si applicano anche quando risulta che manca una condizione di procedibilità, che la persona sottoposta alle indagini non è punibile ai sensi dell’articolo 131 bis del codice penale per particolare tenuità del fatto, che il reato è estinto o che il fatto non è previsto dalla legge come reato.
1 bis. Se l’archiviazione è richiesta per particolare tenuità del fatto, il pubblico ministero deve darne avviso alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa, precisando che, nel termine di dieci giorni, possono prendere visione degli atti e presentare opposizione in cui indicare, a pena di inammissibilità, le ragioni del dissenso rispetto alla richiesta. Il giudice, se l’opposizione non è inammissibile, procede ai sensi dell’articolo 409, comma 2, e, dopo avere sentito le parti, se accoglie la richiesta, provvede con ordinanza. In mancanza di opposizione, o quando questa è inammissibile, il giudice procede senza formalità e, se accoglie la richiesta di archiviazione, pronuncia decreto motivato. Nei casi in cui non accoglie la richiesta il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero, eventualmente provvedendo ai sensi dell’articolo 409, commi 4 e 5.».

Sommario: 
1. Note introduttive e impianto normativo; 1-1) Capitolo Primo - Premesse di carattere sistematico; 1-1-1) Finalità dell’istituto. 1-1-2) Natura, contenuti ed effetti della sentenza emessa ai sensi dell’art. 131 bis, c.p. 1-1-3) L’archetipo dell’istituto nel processo minorile. 2. Capitolo Secondo - Questioni di carattere processuale; 2-1) Archiviazione. 2-2) Udienza preliminare. 2-3) Procedimento per decreto. 2-4) Giudizio abbreviato. 2-5) Applicazione della pena su richiesta delle parti. 2-6) Proscioglimento prima del dibattimento. 2-7) Proscioglimento per particolare tenuità del fatto a seguito di dibattimento. 3. Capitolo Terzo - Questioni di diritto sostanziale; 3-1) Tipologie di reato alle quali è possibile applicare l’istituto. 3-2) Questioni di diritto intertemporale. 3-3) Elementi posti a fondamento del giudizio – Valutazione globale della fattispecie concreta.
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