Focus

BREVI OSSERVAZIONI SULLE INNOVAZIONI INTRODOTTE DAI "PACCHETTI SICUREZZA" FINALIZZATE AD AGGREDIRE I PATRIMONI ILLECITI DELLE GRANDI ASSOCIAZIONI MAFIOSE

Gli strumenti per realizzare azioni di contrasto istituzionale alle manifestazioni di illegalità mafiose
Di
Marcella Marcianò
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È un dato ormai acquisito che l’esigenza di realizzare un’efficace azione di contrasto istituzionale alle manifestazioni di illegalità, in considerazione della mutata fisionomia del crimine organizzato, ha dato vita a recenti provvedimenti legislativi di riforma che sono stati prodotti, ancora una volta, in un contesto dichiaratamente emergenziale. La globalizzazione dei mercati clandestini e l’inadeguatezza delle preesistenti tecniche preventive e di contrasto allo sviluppo irrefrenabile delle associazioni criminali nel settore dell’economia ha mostrato, infatti, nuovamente l’esigenza di una innovazione normativa finalizzata a superare i limiti delle tradizionali soluzioni sanzionatorie e degli ordinari strumenti di aggressione dei patrimoni illeciti approntati dal legislatore sin dal lontano 1982. Al riguardo, anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, in numerosi sue decisioni, ha evidenziato le difficoltà incontrate dallo Stato italiano nella lotta alla mafia, alle sue attività illegali, (in particolare al traffico di stupefacenti) e ai suoi legami internazionali, sottolineando ripetutamente le peculiarità di questa organizzazione, in grado di avvalersi di enormi quantità di denaro e di insinuarsi, in maniera capillare, in ogni settore della vecchia e della nuova economia. Attualmente, infatti, il crimine organizzato, abbandonato il latifondo, è divenuto “la prima «industria» nel pianeta” e il traffico illegale di sostanze stupefacenti e di armi, fonti di reddito ben più cospicui di quelli riconducibili all’industria petrolifera.

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