Focus

GLI OBBLIGHI COMUNITARI DI TUTELA PENALE AMBIENTALE ALLA LUCE DELLA DIRETTIVA 2008/99/CE E DEL TRATTATO DI LISBONA

La competenza della Comunità europea in materia penale e specificamente in materia penale ambientale
Di
Andrea Satta
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1. La competenza della Comunità europea in materia penale e specificamente in materia penale ambientale. Il lento, quanto inesorabile, percorso di integrazione europea sorretto da scelte valoriali proprie dell’ente sovranazionale e condivise dai Paesi membri ha determinato in questi ultimi anni una radicale inversione di tendenza circa l’impianto normativo da utilizzare a livello comunitario per perseguire le finalità di tutela dei beni e valori emersi in sede europea. 
Sebbene l’art. 2 del TUE si sia da sempre riproposto l’obiettivo di “conservare e sviluppare l’Unione quale spazio di libertà, sicurezza e giustizia in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima”, attribuendo la competenza a perseguire tali finalità al Terzo Pilastro ed alle opzioni normative ivi previste (per tutte le decisioni-quadro), oggi si assiste, anche alla luce di talune sentenze innovative della Corte di Giustizia, ad un nuovo disegno nei rapporti tra il diritto penale e l’ordinamento comunitario.
Il diritto penale, oggi, non è più inteso quale strumento normativo esterno alla Unione Europea idoneo, quale extrema ratio, a penalizzare condotte contrarie a principi e valori condivisi dai Paesi membri, ma viene inteso quale strumento complementare, fisiologico dell’attività comunitaria di perseguimento e miglioramento dei beni e valori condivisi a livello europeo.

Sommario: 
1. La competenza della Comunità europea in materia penale e specificamente in materia penale ambientale. 2. La Direttiva 2008/99/CE e gli obblighi di penalizzazione. 3. L’art. 69B del Trattato di Lisbona: la dimensione penale della Unione Europea. 4. La incidenza della sentenza C 176/03 della Corte di Giustizia e dell’art. 69B del Trattato di Lisbona sul principio di legalità.
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