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IL DELITTO DI CALUNNIA, CON PARTICOLARE CONSIDERAZIONE PER LA QUESTIONE (ANCORA APERTA) DELLA FALSA DENUNCIA DI SMARRIMENTO DI ASSEGNO BANCARIO

Di
Domenico Potetti
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1. Introduzione. Scopo delle presenti note è quello di sottoporre a verifica un tradizionale orientamento della giurisprudenza di legittimità formatosi in tema di falsa denuncia di smarrimento di assegno bancario, aggiungendo alla trattazione della questione utili riferimenti al delitto di calunnia in generale. 
Secondo l’orientamento di cui sopra, ai fini della consumazione del delitto di calunnia, essendo irrilevante la circostanza che nella denuncia non sia stato accusato alcun soggetto determinato quando il destinatario dell’accusa sia implicitamente ma agevolmente individuabile, integra la calunnia una falsa denuncia di smarrimento di un assegno, la quale, sebbene non contenga una notizia di reato, preavverte l’autorità che la riceve su possibii reati commessi da chi verrà scoperto a detenerlo. 
La falsa denuncia costituisce, in tal caso, un espediente per bloccare la circolazione del titolo, e il denunciante è consapevole di simulare una circostanza idonea a far sì che il soggetto al quale ha trasmesso l’assegno, o che in buona fede lo girerà o lo porrà all’incasso, potrà essere perseguito d’ufficio per ricettazione o per furto aggravato, e che la simulazione posta in essere non si esaurisce in tracce del reato di appropriazione indebita di cose smarrite. 
Presupposto essenziale della suddetta tesi è il dato secondo il quale per la sussistenza del deltito di calunnia non occorre che l’accusa (falsa) sia diretta contro un soggetto già precisamente e nominativamente identificato, anche se la formulazione letterale del comma primo dell’art. 368 c.p. («... incolpa di un reato taluno...) potrebbe indurre a ritenere il contrario. 
È sufficiente invece, che il destinatario dell’accusa sia implicitamente, ma agevolmente, individuabile.
Se, al contrario, manca la direzione soggettiva (diretta o indiretta) dell’accusa, ricorre il diverso delitto di cui all’art. 367 c.p., la cui formulazione letterale rivela chiaramente questa distintiva caratteristica («... afferma falsamente essere avvenuto un reato, ovvero sinula le tracce di un reato...»; l’oggetto dell’accusa è quindi il reato, non il soggetto che lo avrebbe commesso).

Sommario: 
1. Introduzione. – 2. Osservazioni generali sul delitto di calunnia. – 3. Il reato falsamente attribuito nella calunnia in generale. – 4. Il reato falsamente attribuito nella falsa denuncia di smarrimento dell’assegno bancario. – 5. La questione se la condotta di falsa denuncia di smarrimento di un assegno bancario realizzi il reato di cui all’art. 483 c.p.
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