Focus

INVESTIGAZIONI DIFENSIVE, GIUDIZIO ABBREVIATO E MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA PENALE

Di
Leonardo Suraci

Con la L. 7 dicembre 2000, n. 397 il codice di procedura penale ha vissuto la tappa fondamentale del percorso di attuazione di un modello processuale accusatorio, un modello che "non può non accogliere nella sua struttura - ossia nell'astrattezza delle norme che lo compongono - e nella fisiologia del suo funzionamento - ossia nell'effettività degli istituti che le norme stesse compendiano - un ampio potere investigativo delle parti diverse dal pubblico ministero" (L. SURACI, Prova dichiarativa e investigazioni difensive, Reggio Calabria 2004, p. 24).
Un sistema processuale in cui il pubblico ministero è protagonista assoluto della scena investigativa, una strana "parte imparziale" titolare esclusiva della facoltà di svolgere "accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini" è un sistema decisamente amorfo.
Un sistema che la Suprema Corte aveva contribuito a creare attraverso la deformazione del dovere di pluridirezionalità investigativa sancito dall'art. 358 c.p.p.: "il P.M." - si legge nella massima della sentenza 18 agosto 1992 - "è deputato al ruolo di titolare esclusivo delle indagini preliminari per le determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale, comprese le indagini su fatti e circostanze a favore della persona indagata (art. 358 c.p.p.). In detta fase il P.M. non è parte, non essendo ancora insorto alcun conflitto tra l'ordinamento ed un determinato soggetto privato, bensì l'unico organo preposto, nell'interesse generale, alla raccolta ed al vaglio dei dati positivi e negativi afferenti a fatti di possibile rilevanza penale".
Un approdo che trascurava di considerare la funzione autentica che l'art. 358 c.p.p. assolve in un modello ispirato al principio di separazione delle fasi: esso contiene una specificazione dell'art. 326 c.p.p., e dunque la sua osservanza è esclusivamente connessa alla correttezza e compiutezza delle determinazioni del pubblico ministero inerenti all'esercizio dell'azione penale, senza nulla implicare sul diverso piano dei poteri investigativi delle parti private del procedimento penale.

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