Focus

LA FISSAZIONE DELLA DATA DI RILASCIO E L'IMPUGNABILITÀ DEL RELATIVO PROVVEDIMENTO

Di
Paola Castellazzi

La questione che qui si esamina riguarda la natura del provvedimento di fissazione della data di rilascio degli immobili ex art. 56 L. 392/78 e gli eventuali mezzi di impugnazione.
a) L'art. 56 L. 392/78, collocato nel capo III (destinato alle disposizioni processuali), stabilisce, al primo comma, che: "Col provvedimento che dispone il rilascio, il giudice, tenuto conto delle condizioni del conduttore e del locatore e delle ragioni per le quali viene disposto il rilascio stesso, fissa anche la data dell'esecuzione entro il termine massimo di mesi sei, ovvero, in casi eccezionali, di mesi dodici dalla data del provvedimento".
Il secondo comma dispone che: "Nelle ipotesi di cui all'art. 55 per il caso in cui il conduttore non provveda al pagamento nel termine assegnato, la data dell'esecuzione non può essere fissata oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine concesso per il pagamento".
Il terzo comma prevede che: "Trascorsa inutilmente la data fissata, il locatore promuove l'esecuzione ai sensi degli artt. 605 e seguenti c.p.c.".
In primis, va ricordato che l'art. 56 si applica sia alle locazioni ad uso abitativo che alle locazioni ad uso commerciale ed è norma di carattere generale destinata a qualsiasi procedimento che sfoci in una determinazione di rilascio, pronunciata a seguito di cognizione piena o di cognizione sommaria.
Secondo l'orientamento consolidato della Suprema Corte, l'art. 56 contempla due provvedimenti distinti, che hanno diversa natura e diversa funzione e che il giudice pronuncia contestualmente: il provvedimento di rilascio ed il provvedimento di fissazione della data dell'esecuzione.
Pur essendo contenuti in un'unica statuizione, il provvedimento di fissazione dell'esecuzione ha una sua autonomia rispetto al provvedimento di condanna al rilascio. Infatti, quest'ultimo accerta la cessazione del rapporto di locazione e condanna il conduttore al rilascio, a favore del locatore, dell'immobile locato: esso opera sul piano sostanziale, attribuendo ad una delle parti il bene controverso, ed assume valore di giudicato.

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