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LA LEGGE FINANZIARIA: I NUOVI POTERI ACCERTATIVI, RISVOLTI NEI CONFRONTI DEI PROPRIETARI DI IMMOBILI E DEGLI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO

Di
Rino Enne

Cambiano le maggioranze, cambiano i governi ma ogni anno, per evidenti esigenze di cassa, il legislatore ci fa dono di uno zibaldone finanziario che è compendiato in quella che solitamente è definita "Legge Finanziaria". Anche il 2004 non si è sottratto a tale prassi dato che con L. 30 dicembre 2004, n. 311, è stata approvata la legge finanziaria per il 2005, norma che, come noto, si compone di un solo articolo che si dipana in ben 572 commi (!), circostanza che ha suscitato, sotto il profilo della tecnica legislativa, non poche critiche dato che sarebbe certamente più serio non solo ridurre le materie trattate in sede di approvazione della legge finanziaria, ma usare maggior accorgimento nella formulazione degli articoli e dei commi, non potendo, il legislatore, in un solo momento, toccare una serie di problematiche che spaziano dalla spasmodica ricerca del contenimento della spesa pubblica a quelle inerenti maggior introiti fiscali necessari per far quadrare i "conti" dello Stato, fine conseguito sia dilatando a dismisura i poteri accertativi dell'Amministrazione Finanziaria, che prevedendo maggiori oneri, anche formali, a carico del contribuente (ne è un esempio l'obbligo di emettere autofattura per l'acquisto di tartufi cui consegue l'obbligo del cessionario di comunicare alle Regioni di appartenenza le quantità di prodotto commercializzato), per non parlare della lievitazione impositiva che toccherà il settore immobiliare (ancorché su iniziativa dei comuni), i bolli, le tasse CC.GG., etc., il tutto completato da disposizioni volte ad aiutare le giovani coppie, a contrastare l'uso illecito dei finanziamenti pubblici, a disciplinare l'organizzazione scolastica, gli Enti di ricerca, la pianificazione
fiscale concordata, le sanzioni penali per omesso versamento di ritenute etc.

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