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BREVI CONSIDERAZIONI SULLA SOSPENSIONE DELLA PRESCRIZIONE IN CASO DI RINVIO D’UFFICIO

Estratto dall’Ebook “Reati e Processi al tempo del Coronavirus” di Valerio de Gioia e Giorgia Papiri

Data: 16/04/2020

Estratto dall’Ebook “Reati e Processi al tempo del Coronavirus

Nel caso di rinvio d’ufficio del processo, il Decreto Cura Italia ha previsto la sospensione del corso della prescrizione per il tempo in cui il procedimento è rinviato e, in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2020.

Facendo leva sulla natura sostanziale - e non processuale - dell’istituto della prescrizione (così come peraltro sancito da plurimi interventi della Consulta, cfr. Corte Cost., ord. 24/2016 e sent. 115/2018), la sospensione dovrebbe operare solo con riferimento ai procedimenti penali relativi a fatti di reato commessi successivamente alla entrata in vigore della novella normativa (art. 2 c.p. e art. 7 CEDU).

Aderendo a tale impostazione, il provvedimento di rinvio di ufficio che disponga la sospensione dei termini di prescrizione del procedimento penale, originato da condotte criminose poste in essere in un momento anteriore, non produrrebbe alcun effetto, possedendo peraltro natura dichiarativa (e, dunque, meramente “ricognitiva” e non “costitutiva”) di situazioni i cui caratteri sono predeterminati normativamente; ove il provvedimento sia stato emesso fuori dei casi consentiti, dunque, alla sua pronuncia non conseguono gli effetti propri della sospensione continuando a decorrere i termini di prescrizione, non potendo l’illegittima disposizione del giudice avere effetto negativo per l’imputato (Cassazione, sent. 47160 del 2019).

Valerio de Gioia e Giorgia Papiri