Con sentenza n. 51205 del 6 dicembre 2023 (dep. 21 dicembre 2023), la quinta sezione penale della Corte di Cassazione si è occupata della scriminante del diritto critica, affermando che la stessa non è configurabile qualora manchi il requisito della verità del fatto riferito e costituente oggetto della valutazione critica, il quale sia, pertanto, privo di riscontro nella realtà.
Invero, la critica si articola in due momenti logici, che vanno tenuti ben distinti, rappresentati dall’esposizione del fatto attribuito all’uomo pubblico, il primo, e dalle critiche che alle parole pronunciate o ai comportamenti assunti dalla persona oggetto di attenzione vengono rivolte: così distinti i due profili della critica, è certo che il fatto che costituisce il presupposto delle espressioni critiche debba essere vero, perché non può essere assolutamente consentito attribuire ad una persona comportamenti non tenuti o frasi non pronunciate e poi esporlo a critica come se quelle parole e...
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