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ESAME AVVOCATO 2020: Pietro Dubolino commenta la sentenza Cass. pen. sez. II, 19 ottobre 2020, n. 28936

Applicabilità della sospensione prevista dalla normativa anti Covid 19 al termine per l’espletamento dell’interrogatorio di garanzia

Data: 28/10/2020

In tema di misure emergenziali adottate per fronteggiare la pandemia da Covid 19, la sospensione dei termini disposta dall’art. 83, comma 2, del D.L. 7 marzo 2020 n.  18, conv. con modif. in legge 24 aprile 2020 n. 27, e successivamente prorogata dall'art. 36 del D.L.  8 aprile 2020, n. 23, conv. con modif. in legge 5 giugno 2020 n. 40,  si applica anche al termine di dieci giorni entro il quale, ai sensi dell’art. 294, comma 1 bis, c.p.p., deve aver luogo l’interrogatorio di garanzia di persona sottoposta a misura cautelare diversa dalla custodia in carcere, non rientrando l’adempimento in questione tra quelli definibili “ad urgenza assoluta” , quali previsti dal comma 3, lett. a) e b), prima parte, del citato art. 83 del  D.L. n. 18/2020, esclusi come tali dall’operatività della sospensione, ma rientrando fra quelli di cui alla seconda parte della medesima lett. b), definibili “ad urgenza relativa”, per i quali la sospensione non opera "quando i detenuti, gli imputati, i proposti o i loro difensori espressamente richiedono che si proceda"; il che rende manifestamente infondata la proposta questione di legittimità costituzionale della norma in questione per contrasto con gli artt. 3, 10, 13, 24, 111 Cost.

Cass. II, 19 ottobre 2020 n. 28936, Frattari (c.c. 4 settembre 2020)

Con la sentenza da cui la massima è tratta la Corte di cassazione affronta per la prima volta, a quanto è dato sapere, la questione circa l’applicabilità della sospensione dei termini prevista dalla normativa emergenziale anti Covid 19 al termine stabilito dall’art. 294, comma 1 bis, per l’espletamento dell’interrogatorio di garanzia nei confronti di soggetto sottoposto a misura cautelare diversa dalla custodia in carcere.  La soluzione alla quale la Corte è pervenuta, in adesione a quanto già ritenuto dal giudice di merito appare persuasiva, alla luce della accurata motivazione sulla quale essa si fonda e che, in sintesi, può riassumersi come segue:

a) l’elencazione, nell’art. 18, comma 3, lett. a) e b), prima parte, dei procedimenti  “ad urgenza assoluta”  deve ritenersi  tassativa, sulla base tanto del canone interpretativo dettato dall’art. 14 delle Preleggi  per  le norme eccezionali (trattandosi, nella specie – deve intendersi – di eccezioni rispetto alla regola generale della sospensione stabilita dal comma 2 dell’art. 18 del D.L. n. 18/2020), quanto del fatto che, dai lavori parlamentari, emerge come  in quella elencazione fossero stati  inseriti, in sede di conversione del decreto-legge, dei casi  originariamente non previsti, tra i quali, però, non si ritenne di inserire anche quello costituito dall’espletamento dell’interrogatorio di garanzia;

b) l’interrogatorio di garanzia non è assimilabile alla convalida dell’arresto, ricompresa tra i procedimenti “ad urgenza assoluta”, giacchè presuppone l’avvenuta emanazione di un provvedimento coercitivo da parte del giudice mentre la convalida dell’arresto è funzionale alla verifica della legittimità di una privazione della libertà personale disposta da autorità non giurisdizionale;

c) la proposta questione di legittimità costituzionale si appalesa come manifestamente infondata, proprio avuto riguardo al fatto, rientrando l’interrogatorio di garanzia tra i casi di “urgenza relativa”, la sua effettuazione, nonostante la sospensione del relativo termine, è sempre possibile quando ne venga fatta specifica richiesta.

Può aggiungersi, per completezza, che, se il principio affermato dalla Corte di cassazione è da ritenersi valido, esso deve, con ogni evidenza, trovare applicazione anche nel caso dell’interrogatorio di garanzia del soggetto nei cui confronti sia stata disposta la misura della custodia in carcere, da effettuarsi, ai sensi dell’art. 294, comma 1, c.p.p., entro il termine di cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione della custodia.

 

Pietro Dubolino

Codice delle leggi penali speciali

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