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ESAME DI AVVOCATO - RINVIO 2021: Fabrizio Colli commenta la sentenza Cass. pen. sez. VI, 29 settembre 2016 n. 40753

Presupposti della contestazione del delitto ex art. 328 c.p.

Data: 20/12/2020

 

La fattispecie di cui all’art. 328 c.p. si perfeziona ogniqualvolta un atto, non ritardabile e dovuto, venga negato da un soggetto nella qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, a nulla rilevando - in ambito medico - le previsioni che il medico possa aver effettuato in merito alla gravità della salute del paziente.

La sentenza si occupa dei presupposti per la contestazione del delitto di cui all’art. 328 c.p. (rifiuto d’atti d’ufficio).

Inparticolare l’interrogativo a cui risponde la pronuncia in commento è se la condotta del medico di guardia del nosocomio pubblico (e dunque pubblico ufficiale) che rifiuti di eseguire una visita richiesta pur in una situazione che appare non grave integri – ed a quali condizioni – la fattispecie in parola. Il che rimanda ad un’ulteriore problematica, inerente il ruolo da attribuire all’interno della fattispecie alla discrezionalità tecnica del pubblico ufficiale.

Non vi è dubbio che nell’ambito di talune attività, particolarmente complesse e che richiedono il dispiegarsi di conoscenze specialistiche in situazioni spesso emergenziali, all’operatore debba inevitabilmente riconoscersi una sfera di discrezionalità sotto il profilo tecnico tale da consentirgli di affrontare al meglio le situazioni concrete, discrezionalità la quale - tuttavia - non può trasmodare in arbitrio.

Venendo all’ambito medico ed in particolare alla medicina d’urgenza, non può dirsi che l’obbligo di attivarsi per il medico di guardia venga meno di fronte ad un caso presumibilmente non grave, così da legittimare il rifiuto discrezionale dell’atto, giacchè: a) tale classificazione è tesa semplicemente ad individuare l’ordine di urgenza con cui i pazienti devono essere visitati; b) il carattere di urgenza e dunque la necessità della visita di controllo non viene meno in proporzione alla gravità del paziente, in quanto a rendere urgente la prestazione sono le stesse richieste di visita da parte del personale infermieristico; c) il sanitario ha comunque l'obbligo di verificare tempestivamente le condizioni dello stesso, al fine di avere una chiara visione prognostica.

Sulla scorta di tali considerazioni la sentenza ha ritenuto configurabile il reato di cui all’art. 328 c.p.

CODICE PENALE COMMENTATO PER ARTICOLO CON LE SOLUZIONI DELLA GIURISPRUDENZA

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