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ESAME DI AVVOCATO - RINVIO 2021: Fabrizio Colli commenta la sentenza Cassazione penale, Sez. V, 20 ottobre 2016 n. 44351

Applicazione delle circostanze aggravanti all'ipotesi di delitto tentato

Data: 22/01/2021

La condizione indispensabile affinché siano applicate circostanze aggravanti a un’ipotesi di delitto tentato è quella della certezza che la consumazione del reato avrebbe determinato il perfezionamento degli elementi integrativi delle predette circostanze

La pronuncia affronta il tema relativo al cosiddetto “delitto tentato circostanziato”, ossia a quella fattispecie in cui l’agente pone in essere atti idonei diretti in maniera non equivoca a commettere un delitto aggravato (o attenuato) da circostanze che tuttavia non si realizzano per cause indipendenti dalla sua volontà.

Sussiste uniformità di vedute circa l’ammissibilità del tentativo circostanziato di delitto, nel quale cioè la circostanza si è inverata in tutti i suoi elementi costitutivi prima dell’interruzione dell’iter criminis. Più controversa è invece la peculiare forma del delitto tentato circostanziato in cui – come si è detto – tali circostanze sono lungi dal realizzarsi, ma che si sarebbero tuttavia ipoteticamente realizzate se l’iter criminis fosse stato portato a compimento.

In generale la giurisprudenza ammette la configurabilità del tentativo di delitto circostanziato con riferimento alle ipotesi aggravate. Pur tuttavia è  necessario che ricorra una duplice condizione, la prima di natura oggettiva, la seconda relativa invece all’atteggiamento psicologico: la certezza - da un lato - che l’iter consumativo del reato avrebbe integrato gli estremi della fattispecie circostanziata e l’intenzione altrettanto certa da parte  dell’agente di realizzare l’evento aggravatore.

Dal punto di vista oggettivo, dunque, non è sufficiente che la realizzazione dell’aggravante possa dirsi astrattamente verosimile, bensì deve mostrarsi come indefettibile: deve essere insomma possibile formulare un giudizio causale secondo cui, se portato a termine, l’iter criminoso avrebbe sicuramente condotto al realizzarsi della fattispecie aggravata. Per quanto riguarda il profilo soggettivo, invece, occorre che dalla condotta oggettivamente posta in essere dal reo possa desumersi – con altrettanta sicurezza – la volontà di questi di porre in essere la circostanza.

CODICE PENALE COMMENTATO PER ARTICOLO CON LE SOLUZIONI DELLA GIURISPRUDENZA

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