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ESAME DI AVVOCATO: VALERIO DE GIOIA COMMENTA IL DIRITTO ALL’OBLIO

LE RECENTISSIME DELLA CASSAZIONE

Data: 16/10/2019

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Da oggi gli autori della Casa Editrice La Tribuna ti offriranno contributi e commenti per essere al passo con le ultime novità e per giungere così all’esame con tutte le conoscenze necessarie per affrontarlo al meglio

Oggi Valerio de Gioia, autore dei quattro volumi del “Percorso esame avvocato” e dei due nuovissimi “Codice dei Casi Penali sostanziali e processuali” e “Codice dei Casi Civili sostanziali e processuali”, ci propone un commento alla recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione sul diritto all’oblio.

DIRITTO ALL’OBLIO: INTERVENGONO LE SEZIONI UNITE

Il diritto di un individuo ad essere dimenticato, o più correttamente, a non essere più ricordato per fatti che in passato furono oggetto di cronaca, prende il nome di diritto all’oblio.

In base all’esercizio del diritto di cronaca vengono narrati alcuni fatti considerati di interesse della collettività nel momento in cui accadono, con conseguente, e legittima, restrizione della sfera della riservatezza e della reputazione dei soggetti coinvolti negli avvenimenti di interesse pubblico.

Quando però i fatti risultano acquisiti definitivamente dalla collettività, i protagonisti di questi possono nutrire il giusto desiderio di rientrare nell’anonimato ed essere dimenticati dal pubblico, una volta che tutto ciò che poteva essere detto in quanto socialmente utile è stato detto.

In questi casi, infatti, non vi è più una notizia e la nuova diffusione sarebbe non solo inutile – visto che non sussisterebbe un reale interesse del pubblico ad essa –, ma anche dannosa per i protagonisti della vicenda; sotto il versante penale, la lesione della loro reputazione pertanto, anche se inizialmente è scriminata, non lo è più una volta che la collettività sia stata ampiamente informata.

A partire dalla completa acquisizione della notizia, sorge dunque il presupposto del diritto all’oblio, consistente nell’affievolimento dell’interesse della collettività una volta che essa sia stata informata.

In ambito Europeo, la Corte di Giustizia UE e la Corte EDU sono state più volte chiamate a pronunciarsi in materia.

A livello nazionale è recente l’intervento della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la pronuncia 22 luglio 2019, n. 19681, la quale ha definitivamente chiarito che, nei rapporti tra il diritto alla riservatezza (nella sua particolare connotazione proprio del cd. diritto all’oblio) e quello alla rievocazione storica di fatti e vicende concernenti eventi del passato, il giudice di meritoferma restando la libertà della scelta editoriale in ordine a detta rievocazione, che è espressione della libertà di stampa protetta e garantita dall’art. 21 Cost. – ha il compito di valutare l’interesse pubblico, concreto e attuale alla menzione degli elementi identificativi delle persone che di quei fatti e di quelle vicende furono protagonisti.

Tale menzione deve ritenersi lecita solo ove si riferisca a personaggi che destino nel momento presente l’interesse della collettività, sia per ragioni di notorietà sia per il ruolo pubblico rivestito; in caso contrario, prevale il diritto degli interessati alla riservatezza rispetto ad avvenimenti del passato che li feriscano nella dignità e nell’onore e dei quali si sia ormai spenta la memoria collettiva.

Valerio de Gioia