Con sentenza n.
1143 del 5 febbraio 2024, la terza sezione del Consiglio di Stato ha affermato che
il provvedimento di concessione della cittadinanza ex art. 9, comma 1, lett.
f), L. n. 91 del 1992 costituisce esplicazione del potere sovrano dello Stato di
ampliare il numero dei propri cittadini, e si qualifichi pertanto quale atto
squisitamente discrezionale di alta amministrazione, condizionato all’esistenza
di un interesse pubblico che con lo stesso atto si intende raggiungere e da uno
status illesae dignitatis, morale e civile, dello straniero richiedente, cui
non corrisponde un diritto soggettivo all’acquisto della cittadinanza.
Pertanto, la valutazione ampiamente discrezionale, sindacabile nei ristretti ambiti del controllo estrinseco e formale, si traduce in un apprezzamento di opportunità circa lo stabile inserimento dello straniero nella comunità nazionale, delle ragioni che lo inducono a chiedere la nazionalità italiana e riguardo alle sue possibilità...
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