Con sentenza n.
863 del 29 gennaio 2024, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha affermato che
costituisce jus receptum il principio per cui “affinché il potere di intervento
“tardivo” sulla d.i.a. possa dirsi legittimamente esercitato, è indispensabile
che, ai sensi dell'art. 21-nonies l. n. 241 del 1990, l'autorità amministrativa
invii all'interessato la comunicazione di avvio del procedimento, che l'atto di
autotutela intervenga tempestivamente e che in esso si dia conto delle
prevalenti ragioni di interesse pubblico concrete e attuali, diverse da quelle
al mero ripristino della legalità violata, che depongono per la sua adozione,
tenendo in considerazione gli interessi dei destinatari e dei
controinteressati” (Cons. Stato, sez. VI, 30 ottobre 2017, n. 5018).
Il Consiglio di Stato rileva che anche l’introduzione di significative varianti al progetto edilizio autorizzato dal Comune con permesso di costruire n. 29/2003, non assentibili con la d.i.a.,...
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