Con sentenza n. 2701 del 20 marzo 2024, la settima sezione del
Consiglio di Stato ha ribadito il c.d. generale “principio di conservazione”
che permea di sé l’ordinamento giuridico, secondo cui tra due eventuali
interpretazioni plausibili, il giudice è tenuto a privilegiare quella che
conduca all’affermazione che la norma applicata è immune da mende rispetto a
quella che possa presentare profili di incompatibilità con altri valori
dell’ordinamento.
È noto che il detto principio è stato, negli anni, evocato a più riprese dal Giudice delle leggi (celebre, in proposito, il canone enunciato nella sentenza n. 356 del 1996, e poi più volte ripetuto a partire dalla sentenza n. 147 del 2008 e reso con la fortunata espressione “in linea di principio, le leggi non si dichiarano costituzionalmente illegittime – o una disposizione non può essere ritenuta costituzionalmente illegittima – perché è possibile darne interpretazioni incostituzionali – e...
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