Con sentenza n. 2213 del 7 marzo 2024, la terza sezione del Consiglio di Stato ha affermato che, per consolidata giurisprudenza dei giudici amministrativi, che ha trovato un autorevole avallo da parte della Corte costituzionale, gli elementi di fatto valorizzati dal provvedimento prefettizio devono essere valutati non atomisticamente, ma in chiave unitaria, secondo il canone inferenziale – che è alla base della teoria della prova indiziaria - quae singula non prosunt, collecta iuvant, al fine di valutare l’esistenza o meno di un pericolo di una permeabilità dell’impresa dell’appellante a possibili tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, “secondo la valutazione di tipo induttivo che la norma attributiva rimette al potere cautelare dell’amministrazione, il cui esercizio va scrutinato alla stregua della pacifica giurisprudenza amministrativa” (così da ultimo le sentenze n. 4837/2020 e n. 4951/2020). Come ha chiarito la sentenza...
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LIBRO
Il sindacato giurisdizionale sull'attività amministrativa
Antonio Cassatella, Roberto Chieppa, Alfredo Moliterni