Con sentenza n. 7528 del 9 novembre 2023 (dep. 21 febbraio
2024), la terza sezione penale della Corte di cassazione ha affrontato la questione
di legittimità sollevata in merito al rapporto tra la pena edittale prevista
dall'art. 7, comma 1, del D.L n. 4 del 2019 perché superiore a quella prevista,
per casi simili, dagli artt. 316-ter c.p. e 76 del d.P.R. n. 445 del 2000.
I commi 1 e 2 del richiamato art. 7 puniscono con la reclusione da due a sei anni chi, al fine di ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere ovvero omette informazioni dovute (comma 1) e con la reclusione da uno a tre anni chi, fruendo già del beneficio, non comunica le variazioni del reddito o del patrimonio (anche se provenienti da attività irregolari) e le altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio stesso nei termini previsti dall'art. 3, commi 8, ultimo periodo, 9 e...
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