Con sentenza n. 3313 del 26 ottobre 2023-26 gennaio 2024, la
prima sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che la circostanza attenuante
della provocazione è configurabile qualora la reazione dell'agente trovi
origine in uno "stato d'ira", costituito da un'alterazione emotiva
che può anche protrarsi nel tempo, originato da un "fatto ingiusto
altrui", un fatto cioè connotato dal carattere della ingiustizia
obiettiva, intesa come effettiva contrarietà a regole giuridiche, morali e
sociali, reputate tali nell'ambito di una determinata collettività in un dato
momento storico e non con riferimento alle convinzioni dell'imputato e alla sua
sensibilità personale (da ultimo Cass. pen., sez. I, 16 febbraio 2023, n. 19150).
Tra lo "stato d'ira" e il "fatto ingiusto", cioè tra l'offesa e la reazione, d'altro canto, deve sussistere un rapporto di causalità psicologica e non di mera occasionalità così che, indipendentemente dalla proporzionalità tra esse,...
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