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NJUS - Il danno “da perdita del frutto del concepimento” e l’idea fallace dell’elaborazione del lutto

Commento all'ordinanza Cass. civ., 29 settembre 2021, n. 26301.

Data: 04/10/2021

Sulla nuova rivista digitale NJUS diretta da Valerio de Gioia potrete leggere il commento alla ordinanza della Cassazione civile n. 26301 del 29 settembre 2021. La terza sezione civile della Corte di Cassazione ha spiegato che il danno "da perdita del frutto del concepimento", altro non è se non un vero e proprio danno da perdita del rapporto parentale.

Anche la tutela del concepito ha un fondamento costituzionale, rilevando, in tale prospettiva, non solo la previsione della tutela della maternità, sancita dall'art. 31, comma 2, Cost., ma, più in generale, quanto stabilito dall'art. 2 Cost., norma "che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, fra i quali non può non collocarsi, sia pure con le particolari caratteristiche sue proprie, la situazione giuridica del concepito" (così esprimendosi, in motivazione, la fin troppo nota sentenza della Corte costituzionale 18 febbraio 1975, n. 27).

La giurisprudenza di legittimità ha ritenuto legittimati i componenti del consorzio familiare a far valere una pretesa risarcìtoria che trova fondamento negli artt. 2043 e 2059 c.c. in relazione agli artt. 2, 29 e 30 Cost., nonché – ai sensi della norma costituzionale interposta costituita dall'art. 8 CEDU, che dà rilievo al diritto alla protezione della vita privata e familiare – all'art. 117, comma 1, Cost. (in tal senso, funditus, Cass. civ., sez. III, 27 marzo 2019, n. 8442), ma ha anche chiarito che pure tale tipo di pregiudizio rileva nella sua duplice, e non sovrapponibile dimensione morfologica "della sofferenza interiore eventualmente patita, sul piano morale soggettivo, nel momento in cui la perdita del congiunto è percepita nel proprio vissuto interiore, e quella, ulteriore e diversa, che eventualmente si sia riflessa, in termini dinamico-relazionali, sui percorsi della vita quotidiana attiva del soggetto che l'ha subita" (Cass. civ., sez. III, 11 novembre 2019, n. 28989, approdo definitivo di un lungo e tormentato percorso interpretativo che ha finalmente colto la reale fenomenologia del danno alla persona, come confermato dallo stesso, esplicito dettato legislativo di cui al novellato art. 138 codice delle assicurazioni private, oltre che dalla cristallina sentenza del Giudice delle Leggi n. 235/2014 che, nel pronunciarsi sulla conformità a Costituzione del successivo art. 139, e discorrendo di risarcibilità anche del danno morale ha definitivamente chiarito la differenza strutturale tra qualificazione della fattispecie e quantificazione del danno).

Il commento di Valerio de Gioia dal titolo: Il danno “da perdita del frutto del concepimento” e l’idea fallace dell’elaborazione del lutto è corredato dal testo integrale della sentenza.

Su NJUS potrete scaricare il PDF della sentenza ed il PDF del commento.