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NJUS - Incostituzionale la normativa sulla responsabilità dei magistrati nella parte in cui non prevede(va) il risarcimento dei danni non patrimoniali da lesione dei diritti inviolabili della persona anche diversi dalla libertà personale

Commento alla sentenza della Corte costituzionale n. 205 del 15 settembre 2022

Data: 15/09/2022

Sulla nuova rivista digitale NJUS diretta da Valerio de Gioia potete leggere il commento alla sentenza Corte cost. n. 205 del 15 settembre 2022. La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 1, L. 13 aprile 1988, n. 117 (Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati), nel testo antecedente alla modifica apportata dall’art. 2, comma 1, lettera a), L. 27 febbraio 2015, n. 18 (Disciplina della responsabilità civile dei magistrati), nella parte in cui non prevede il risarcimento dei danni non patrimoniali da lesione dei diritti inviolabili della persona anche diversi dalla libertà personale.

L’art. 2 costituiva il fulcro della L. n. 117 del 1988, che aveva introdotto – all’esito del referendum abrogativo del 1987 – una disciplina sulla responsabilità civile del magistrato profondamente riformata rispetto alle precedenti regole dettate dagli artt. 55, 56 e 74 del codice di procedura civile. A sua volta, la citata legge n. 117 del 1988 (compreso l’art. 2) è stata oggetto di significative modifiche apportate dalla legge n. 18 del 2015, in conseguenza degli sviluppi della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (sentenze 13 giugno 2006, in causa C-173/03, Traghetti del Mediterraneo spa, e 30 settembre 2003, in causa C-224/01, Köbler). Nello specifico, l’art. 2 della legge n. 117 del 1988 disegnava i tratti della fattispecie illecita e il perimetro dei danni risarcibili. Sotto il primo profilo, l’art. 2 specificava l’elemento soggettivo dell’illecito, nonché le condotte, attive e omissive, idonee a rendere non iure l’esercizio della funzione giudiziaria, oltre che contra ius il danno cagionato, in quanto conseguente alla lesione di interessi giuridicamente rilevanti e meritevoli di tutela risarcitoria. Tali condotte venivano identificate sia nel diniego di giustizia, sia nei comportamenti, atti o provvedimenti posti in essere con dolo o colpa grave nell’esercizio delle funzioni giudiziarie (art. 2, comma 1). In particolare, relativamente all’illecito gravemente colposo, l’art. 2, comma 3, tipizzava le condotte non iure, individuandole: (a) nella grave violazione di legge, determinata da negligenza inescusabile; (b) nell’affermazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento; (c) nella negazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento; (d) nell’emissione di un provvedimento concernente la libertà della persona fuori dei casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione. Viceversa, erano attratte nella sfera della condotta iure «l’attività di interpretazione di norme di diritto», nonché «quella di valutazione del fatto e delle prove», in virtù della cosiddetta clausola di salvaguardia, di cui all’art. 2, comma 2. In sostanza, l’illecito da esercizio della funzione giudiziaria presentava – e presenta tuttora, pur con le significative modifiche introdotte nel 2015 – caratteri di specialità, posti a presidio dell’indipendenza e dell’autonomia della funzione giudiziaria (sentenze n. 49 del 2022, n. 164 del 2017, n. 468 del 1990 e n. 18 del 1989). A ciò si aggiungeva – sempre nel testo originario del 1988 – la previsione di una condizione di ammissibilità della domanda risarcitoria, regolata all’art. 5, che la successiva legge n. 18 del 2015 ha poi rimosso. Infine, il quadro della disciplina sulla responsabilità civile del magistrato si completava con la previsione (confermata nel 2015) della possibilità di rivolgere l’azione in via diretta unicamente contro lo Stato. (Segue su Njus)

Il commento di Valerio de Gioia dal titolo: Incostituzionale la normativa sulla responsabilità dei magistrati nella parte in cui non prevede(va) il risarcimento dei danni non patrimoniali da lesione dei diritti inviolabili della persona anche diversi dalla libertà personale è corredato dal testo integrale della sentenza.

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