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NJUS - L’eccessiva durata dei procedimenti per la definizione delle modalità di incontro tra padre e figlio viola il diritto al rispetto per la vita familiare (art. 8 CEDU)

Commento alla sentenza CEDU 23 settembre 2021

Data: 23/09/2021

Sulla nuova rivista digitale NJUS diretta da Valerio de Gioia potrete leggere il commento alla sentenza CEDU del 23 settembre 2021. La prima sezione del Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), con sentenza 23 settembre 2021, ha condannato la Grecia per violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che tutela il diritto alla vita privata e familiare.

Il caso ha riguardato il diritto di visita dei ricorrenti – rispettivamente il padre e i nonni di un bambino di due anni – e la durata dei vari procedimenti nei quali la controparte era la madre del bambino.

La Corte Europea ha esaminato il caso alla luce di quanto prescritto dall’art. 8 della Convenzione sostenendo che il passare del tempo insieme è un elemento fondamentale della vita familiare tra un genitore e un figlio ai sensi di tale disposizione. Scopo principale di tale articolo è la protezione dell'individuo da interferenze arbitrarie da parte delle autorità pubbliche; tuttavia, crea anche obblighi positivi relativi, tra l'altro, all'efficacia delle procedure di indagine relative alla vita familiare. Infatti, le autorità nazionali devono adottare tutte le misure necessarie per poter far incontrare i genitori con i propri figli e di facilitare tali contatti. Ciò vale anche nei casi in cui sorgano controversie relative al contatto e all'affidamento di minori tra i genitori e/o altri familiari dei minori.

Il commento di Denise Campagna dal titolo: L’eccessiva durata dei procedimenti per la definizione delle modalità di incontro tra padre e figlio viola il diritto al rispetto per la vita familiare (art. 8 CEDU) è corredato dal testo integrale della sentenza.

Su NJUS potrete scaricare il PDF della sentenza ed il PDF del commento.