News

NJUS - LA MINACCIA O VIOLENZA SUL TESTIMONE CHE CONSENTE L’ACQUISIZIONE DELLE DICHIARAZIONI RESE NELLA FASE DELLE INDAGINI

Commento alla sentenza Cass. pen., sez. II, n. 29393 del 27 luglio 2021

Data: 27/07/2021

Sulla nuova rivista digitale NJUS diretta da Valerio de Gioia potrete leggere il commento alla sentenza della Corte di cassazione penale, sez. II, n. 29393 del 22 aprile 2021 (dep. 27 luglio 2021). La Corte di Cassazione ha chiarito alcuni aspetti fondamentali in tema di accertamento di sottoposizione del teste a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità, affinché non deponga ovvero deponga il falso.

Secondo il disposto dell’art. 500, comma 4, c.p.p., quando – anche per le circostanze emerse nel dibattimento – vi sono elementi concreti per ritenere che il testimone è stato sottoposto a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità, affinché non deponga ovvero deponga il falso, è possibile acquisire ai fini della decisione le dichiarazioni rese dal teste nella fase delle indagini.

Secondo l’orientamento costate della giurisprudenza, gli "elementi concreti", necessari per ritenere che il testimone esaminato sia stato sottoposto a violenza o minaccia, possono essere desunti da qualunque circostanza sintomatica dell'intimidazione, purché connotata da obiettività e significatività. 

Il commento di Giulia Faillaci dal titolo: La minaccia o violenza sul testimone che consente l’acquisizione delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini è corredato dal testo integrale della sentenza.

Su NJUS potrete scaricare il PDF della sentenza ed il PDF del commento.