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NJUS - Per le Sezioni Unite, ai fini della partecipazione ad associazione di tipo mafioso occorre la «messa a disposizione» del sodalizio stesso per il perseguimento dei comuni fini criminosi

Commento alla sentenza Cass. pen., n. 36958 dell'11 ottobre 2021

Data: 12/10/2021

Sulla nuova rivista digitale NJUS diretta da Valerio de Gioia potrete leggere il commento alla sentenza Cass. pen., n. 36958, depositata l’11 ottobre 2021 (ud. 27 maggio 2021). Le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione hanno risolto la questione – rimessa dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5071 del 28 gennaio 2021 – se la mera affiliazione ad un'associazione a delinquere di stampo mafioso c.d. storica, nella specie 'Ndrangheta, effettuata secondo il rituale previsto dall'associazione stessa, costituisca fatto idoneo a fondare un giudizio di responsabilità in ordine alla condotta di partecipazione, tenuto conto della formulazione dell'art. 416-bis c.p. e della struttura del reato dalla norma previsto.

Sulla questione si fronteggiavano due orientamenti giurisprudenziali.

Secondo un primo orientamento giurisprudenziale, l'affiliazione a un'associazione di tipo mafioso costituisce fatto idoneo a fondare un giudizio di responsabilità atteso che il reato di cui all'art. 416-bis c.p. si consuma nel momento in cui il soggetto aderisce a una siffatta consorteria, senza che sia necessario il compimento di specifici e ulteriori atti esecutivi della condotta illecita programmata.

La fattispecie in esame, infatti, prefigura un reato di pericolo presunto, con la conseguenza che, per integrare l'offesa all'ordine pubblico, è sufficiente l'adesione all'associazione di tipo mafioso, che, postulando la disponibilità incondizionata alle esigenze strategiche della consorteria, a maggior ragione se ci si riferisce a una "mafia storica", appare, di per se stessa, idonea ad accrescere le potenzialità operative e intimidatorie del sodalizio. Il reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso si consuma nel momento in cui il soggetto entra a far parte dell'organizzazione criminale, senza che sia necessario il compimento, da parte dello stesso, di specifici atti esecutivi della condotta illecita programmata cosicché, per integrare l'offesa all'ordine pubblico, è sufficiente la dichiarata adesione al sodalizio, con la c.d. "messa a disposizione” (Cass. pen., sez. V, 3 giugno 2019, n. 27672).

Il commento di Giulia Faillaci dal titolo: Per le Sezioni Unite, ai fini della partecipazione ad associazione di tipo mafioso occorre la «messa a disposizione» del sodalizio stesso per il perseguimento dei comuni fini criminosi è corredato dal testo integrale della sentenza.

Su NJUS potrete scaricare il PDF della sentenza ed il PDF del commento.