Con sentenza n. 39688 del 28 giugno 2023 (dep. 29 settembre 2023), la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito il recente principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite secondo cui il reato di omicidio aggravato ai sensi dell’art. 576, comma 1, n. 5.1 c.p., commesso a seguito di quello di atti persecutori da parte dell’agente nei confronti della medesima vittima, integra, in ragione della unitarietà del fatto, un reato complesso circostanziato ai sensi dell'art. 84, comma 1, c.p.
In proposito, va ricordato che l’art. 84, comma 1, c.p. esclude l'applicazione delle disposizioni sul concorso di reati quando «la Iegge considera come elementi costitutivi, o come circostanze aggravanti di un solo reato, fatti che costituirebbero, per sé stessi, reato». Quindi, condizione imprescindibile per la ravvisabilità della figura del reato complesso è l’interferenza fra le norme incriminatrici su un fatto oggettivo, comune agli ambiti applicativi delle stesse.
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