con sentenza n. 6272 del 12 luglio 2024, la quarta sezione del Consiglio di Stato ha ribadito il costante orientamento giurisprudenziale secondo cui sussiste l’obbligo dell’Amministrazione comunale di provvedere sull’istanza di repressione di abusi ambientali realizzati su area confinante, formulata dal relativo proprietario, in quanto quest’ultimo gode di una legittimazione differenziata rispetto alla collettività potendo subire gli effetti nocivi immediati e diretti della commissione dell’eventuale illecito non represso, onde egli è titolare di una posizione di interesse legittimo all’esercizio di tali poteri di vigilanza e, quindi, può proporre l’azione a seguito del silenzio ai sensi dell’art. 31 c.p.a. (v. Cons. Stato, sez. IV, 9 novembre 2015 n. 5087; e, da ultimo, Cons. Stato, sez. VI, 7 giugno 2018, n. 3460). Ne discende che il proprietario di un’area o di un fabbricato, nella cui sfera giuridica incide dannosamente il mancato esercizio dei poteri di...
Hai già un abbonamento? Fai il login per visualizzare il testo integrale