Con sentenza n.
43096 del 27 giugno-23 ottobre 2023, la prima sezione penale della Corte di
Cassazione ha ricordato che, ai fini
della concessione di una misura alternativa alla detenzione non è sufficiente
l'assenza di indicazioni negative, quali il mancato superamento dei limiti
massimi, fissati per legge, della pena da scontare e l'assenza di reati
ostativi, ma occorre che risultino elementi positivi, che consentano un
giudizio prognostico favorevole della prova (quanto in particolare
all'affidamento in prova) e di prevenzione del pericolo di recidiva.
Tali considerazioni, peraltro, devono essere inquadrate alla luce del più generale principio per il quale l'opportunità del trattamento alternativo non può prescindere dall'esistenza di un serio processo, già avviato, di revisione critica del passato delinquenziale e di risocializzazione - che va motivatamente escluso attraverso il riferimento a dati fattuali obiettivamente certi -, oltre che dalla concreta...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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