Con sentenza n. 293 del 9 gennaio 2024, la settima sezione
del Consiglio di Stato ha rammentato ha ricordato che la Corte Costituzionale,
con la sentenza n. 45/2019, ha chiarito che la previsione di un termine
costituisce un requisito essenziale dei poteri di verifica sulla SCIA a tutela
dell'affidamento del segnalante, poteri che, contrariamente a quanto ritenuto
dal rimettente, sono quelli previsti dai commi precedenti della medesima norma
censurata e sempre vincolati.
In particolare, il comma 3 dell'art. 19, L. 241 del 1990 attribuisce alla PA un triplice ordine di poteri (inibitori, repressivi e conformativi), esercitabili entro il termine ordinario di sessanta giorni dalla presentazione della SCIA, mentre il successivo comma 4 prevede che, decorso tale termine, quei poteri sono ancora esercitabili secondo la disciplina dell'annullamento in autotutela degli atti illegittimi, che, per i provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei privati, deve essere...
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