Con sentenza n. 10372 del 21 ottobre
2022 (dep. 13 marzo 2023), la terza sezione penale della Corte di Cassazione è
tornata a ribadire che la medesimezza del disegno criminoso di cui all’art. 81,
comma 2, c.p. non va confusa con l’inclinazione a commettere reati, di per sé
sola non indicativa di quella identità di disegno criminoso indispensabile per
la riduzione ad unità delle diverse violazioni.
La Suprema Corte ha già avuto modo di pronunciarsi nel senso che l’indagine che si impone alla riflessione del giudice chiamato a valutare un'istanza di applicazione della disciplina della continuazione deve concentrarsi su tre essenziali problemi: dapprima verificare la credibilità intrinseca, sotto il profilo logico, dell'asserita esistenza di un unico, originario programma criminoso; indi, analizzare i singoli comportamenti incriminati per individuare le particolari, specifiche finalità che appaiono perseguite dall'agente; infine verificare se detti...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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