Con
sentenza n. 7230 del 26 agosto 2024, la terza sezione del Consiglio di Stato, intervenendo
in materia di interdittiva antimafia, ha affermato che gli elementi di fatto
valorizzati dal provvedimento prefettizio devono essere valutati non
atomisticamente, ma in chiave unitaria, secondo il canone inferenziale – che è
alla base della teoria della prova indiziaria – quae singula non prosunt,
collecta iuvant, al fine di valutare l’esistenza o meno di un pericolo di una
permeabilità dell’impresa dell’appellante a possibili tentativi di
infiltrazione da parte della criminalità organizzata, secondo la valutazione di
tipo induttivo che la norma attributiva rimette al potere cautelare
dell’amministrazione, il cui esercizio va scrutinato alla stregua della
pacifica giurisprudenza di amministrativa (ex multis, Cons. Stato, sez. III,
sentenza n. 759/2019; n. 4837/2020 e n. 4951/2020).
La sentenza n. 57/2020 della Corte costituzionale ha chiarito che a fronte...
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