Con sentenza n.
7111 del 20 luglio 2023, la quinta sezione del Consiglio di Stato ha affermato
che, per consolidata giurisprudenza, i chiarimenti resi dalla stazione
appaltante in sede di gara non costituiscono un’indebita, e perciò illegittima,
modifica delle regole di gara, quando provvedono all’interpretazione autentica
della lex specialis, precisando e meglio delucidando le relative
previsioni nell’ottica di chiarire la volontà provvedimentale
dell’amministrazione in un primo momento poco intelligibile (Cons. Stato, sez. V,
2 marzo 2022, n. 1486; Cons. Stato, sez. III, 22 gennaio 2014, n. 290; Cons.
Stato, sez. IV, 21 gennaio 2013, n. 341).
La questione della legittimità/illegittimità dei chiarimenti si muove quindi su un piano delimitato, da un lato, dal concetto di chiarimento, che presuppone di suo la necessità di “riempire” contenuti che la legge di gara ha lasciato inespressi, e dall’altro, dal divieto di integrare o rettificare con i chiarimenti,...
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