Con la sentenza n. 10535 del 19
marzo 2026 (ud. 18 dicembre 2025) la quinta Sezione penale della Corte di
cassazione offre importanti chiarimenti sui limiti del potere del giudice di
negare l’accesso ai programmi di giustizia riparativa, delineando con maggiore
precisione l’ambito del controllo giudiziale previsto dall’art. 129-bis
c.p.p.
Nel caso esaminato, la Corte
d’appello aveva dichiarato inammissibile l’istanza di accesso alla giustizia
riparativa avanzata dall’imputato, ritenendo che l’istituto non fosse
applicabile ai reati procedibili d’ufficio e che, in ogni caso, la gravità e la
reiterazione delle condotte contestate, unitamente all’assenza di segnali di
ravvedimento, rendessero la richiesta incompatibile con le finalità del
percorso riparativo.
La Corte di cassazione censura
tale impostazione sotto un duplice profilo.
In primo luogo, i giudici di legittimità chiariscono che l’accesso alla giustizia riparativa non è limitato ai soli...
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