Con sentenza n. 2353 del 21 marzo 2025,
la terza sezione del Consiglio di Stato ha ricordato che, per giurisprudenza
consolidata, il provvedimento di concessione della cittadinanza per
naturalizzazione è un atto squisitamente discrezionale di “alta
amministrazione”, condizionato all’esistenza di un interesse pubblico che con
lo stesso atto si intende raggiungere e da uno “status illesae dignitatis”
(morale e civile) di colui che lo richiede (Cons. Stato, sez. I, 20 gennaio
1993, n. 1878; Cons. Stato, sez. I, 12 aprile 1995, n. 1834; Cons. Stato, sez. I,
26 agosto 1998, n. 1108; Cons. Stato, sez. I, 3 marzo 1999, n. 29; Cons. Stato,
sez. III, 14 febbraio 2017, n. 657; Cons. Stato, sez. III, 25 agosto 2016, n.
3696).
Si tratta, quindi, di un provvedimento fondato su determinazioni che rappresentano un’esplicazione del potere sovrano dello Stato di ampliare il numero dei propri cittadini, da cui consegue che l’inserimento nella comunità statale può avvenire soltanto...
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