Con sentenza n. 40865 del 30 settembre -7 novembre 2024, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha ricordato che, se è patrimonio acquisito, nella giurisprudenza di legittimità, che non è richiesta l'esistenza di un nesso causale tra i fatti di bancarotta distrattiva ed il successivo fallimento, né tra la condotta dell'autore e il dissesto dell'impresa, essendo sufficiente che l'agente abbia cagionato il depauperamento di quest'ultima destinandone le risorse ad impieghi estranei alla sua attività (Cass. pen., sez. un., 31 marzo 2016, n. 22474; tra le altre, Cass. pen., sez. V, 24 marzo 2017, n. 17819; Cass. pen., sez. V, 14 settembre 2017, n. 50081; Cass. pen., sez. V, 23 giugno 2017, n. 38396; Cass. pen., sez. V, 8 febbraio 2017, n. 13910; Cass. pen., sez. V, 17 luglio 2014, n. 47616; Cass. pen., sez. V, 7 marzo 2014, n. 32352), occorre, tuttavia, che la condotta depauperativa abbia cagionato un concreto pericolo per la garanzia patrimoniale a disposizione dei creditori. In questo...
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