Con sentenza n.
7798 del 17 agosto 2023, la quarta sezione del Consiglio di Stato ha affermato
che ai sensi dell’art. 111, comma 4, c.p.c. la sentenza pronunciata contro l’alienante
spiega sempre i suoi effetti anche contro il successore a titolo particolare,
determinandosi una estensione dei limiti soggettivi del giudicato.
Secondo un risalente indirizzo infatti “il successore a titolo particolare nel diritto controverso non è terzo, bensì l'effettivo titolare del diritto in contestazione, tanto da poter essere destinatario dell'impugnazione proposta dall'avversario del cedente e da poter resistere alla medesima senza che tale suo diritto possa essere condizionato dal suo mancato intervento nelle fasi pregresse del giudizio, così com'è legittimato a proporre impugnazione avverso la sentenza, anche pronunciata nei confronti del dante causa non estromesso, assumendo la stessa posizione di quest'ultimo, mentre è esclusa l'esperibilità da parte sua...
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