Con sentenza n. 6825 dell’11-19 febbraio 2025, la quarta sezione penale
della Corte di Cassazione ha affermato che, in tema di riparazione per
l'ingiusta detenzione, il giudice, per valutare se chi l'ha patita vi abbia
dato o abbia concorso a darvi causa con dolo o colpa grave, deve apprezzare, in
modo autonomo e completo, tutti gli elementi probatori disponibili, con
particolare riferimento alla sussistenza di condotte che rivelino eclatante o
macroscopica negligenza, imprudenza o violazione di leggi o regolamenti,
fornendo del convincimento conseguito una motivazione che, se adeguata e
congrua, è incensurabile in sede di legittimità.
Al riguardo, il giudice deve fondare la sua deliberazione su fatti concreti e precisi, esaminando la condotta tenuta dal richiedente sia prima che dopo la perdita della libertà personale, al fine di stabilire, con valutazione "ex ante" – e secondo un iter logico motivazionale del tutto autonomo rispetto a quello seguito nel...
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LIBRO
Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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Gabriele Casartelli, Anna Lago