Con
sentenza n. 4569 dell’8 maggio 2023, la terza sezione del Consiglio di Stato,
intervenendo in tema di misure di prevenzione, ha esaminato l’ipotesi di
“imprenditore colluso” che ben può tuttavia costituire un indice più che
ragionevole per indurre un giudizio di permeabilità dell’imprenditore medesimo
al condizionamento malavitoso, in quanto proclive a ricercare modalità per
convivere con l’assoggettamento al controllo delinquenziale, il cui predominio
viene in tal modo ad essere sostanzialmente accettato e, in definitiva
(ancorché del tutto involontariamente), favorito e agevolato nel dispiegamento
della sua forza intimidatrice di controllo del territorio.
Il Consiglio di Stato a tal proposito ha chiarito (Cons. Stato, sez. III, 3 maggio 2016, n. 1743) come anche la “contiguità soggiacente” alle consorterie mafiose, e non solo quella “compiacente”, possa fondare il giudizio negativo dell’Autorità prefettizia [“non si può dubitare che...
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