Con sentenza n. 8902 del 7 novembre 2024, la terza sezione del
Consiglio di Stato è intervenuta sul tema della rilevanza del rapporto
parentale con riguardo alla valutazione del rischio infiltrativo in sede di
misure prefettizie antimafia.
Dapprima, val la pena precisare che l’indirizzo pretorio più prudente si è orientato nel senso che il rapporto parentale o familiare non possa rilevare ex se sul piano prognostico – instaurando inammissibili automatismi che adombrano sospetti pregiudiziali su tutti i membri del nucleo familiare di un soggetto controindicato - ma debba inscriversi nella cornice di un compendio indiziario più vasto in cui il legame di parentela può concorrere a lumeggiare la plausibilità del grado di permeabilità mafiosa: secondo l’orientamento condiviso della giurisprudenza di questo Consiglio “se infatti è vero, in base a regole di comune esperienza, che il vincolo di sangue può esporre il soggetto all'influsso dell'organizzazione, se...
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