Con ordinanza interlocutoria n. 5222 del
20 febbraio 2023, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha superato
l’orientamento giurisprudenziale secondo cui l'azione di arricchimento si
applica nei soli casi in cui l'azione proposta in via principale è fondata o su
contratto o sulla legge e non invece allorché l'azione principale sia fondata
su una clausola generale.
Il divieto di esperire azione di arricchimento, in presenza di azione tipica, serve ad evitare duplicazioni risarcitorie, ossia ad impedire che chi ha già ottenuto risarcimento o ragione con l'azione principale poi agisca nuovamente con l'azione di arricchimento lucrando di nuovo, ed ingiustamente, una seconda volta. E che la ratio sia di impedire che il soggetto impoverito, il quale abbia ottenuto ristoro mediante altro rimedio, ne ottenga un altro con l'azione di arricchimento, si ricaverebbe da talune disposizioni del codice civile che prevedono come alternativa l'azione di arricchimento...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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