La
sesta sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3862 del 17 aprile 2023, ha
ribadito il principio di diritto secondo cui il nomen iuris impiegato nello
svolgimento dell’attività giuridica dell’Amministrazione nell’esercizio dei
suoi pubblici poteri non può ritenersi dirimente per l’interprete, occorrendo
procedere alla qualificazione degli atti avendo riguardo al loro specifico
contenuto. Si tratta, questo, di principio generale applicabile anche in ambito
amministrativo, essendo stato precisato che ai fini della di una corretta
qualificazione della sua natura l'atto amministrativo va interpretato non solo
in base al tenore letterale, ma soprattutto in base al suo specifico contenuto
e risalendo al potere concretamente esercitato dall'Amministrazione,
prescindendo dal nomen iuris che gli è stato assegnato (cfr. Cons. Stato, sez.
IV, 5 giugno 2020, n. 3552).
Con particolare riferimento alla materia concessoria (di benefici economici in favore della...
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