Con sentenza n. 2454 del 25 marzo 2025, la quinta sezione del Consiglio di Stato ha affermato che l'atto di revoca (così come di nomina) di un assessore comunale – pur nel rinnovato quadro delle autonomie territoriali tracciato dal D.L.vo n. 267 del 2000 e dalla l. Cost. n. 3 del 2001 – va configurato alla stregua di atto di “alta amministrazione” anziché “politico”, considerato che lo stesso non “costituisc[e] espressione della libertà (politica) commessa dalla Costituzione ai supremi organi decisionali dello Stato per la soddisfazione di esigenze unitarie ed indivisibili a questo inerenti” (cfr. Cons. Stato, sez. V, 23 giugno 2014, n. 3144), né risulta comunque connotato da libertà nei fini (cfr. Cons. Stato, sez. V, 27 luglio 2011, n. 4502; Idem, 23 gennaio 2007, n. 209, ove si pone in risalto come tale atto “non [sia] libero nella scelta dei fini, essendo sostanzialmente rivolto al miglioramento della compagine di ausilio del sindaco...
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