Con sentenza n. 8028 del 5 dicembre 2024-27 febbraio 2025, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che le dichiarazioni rese dal fallito al curatore, come tali rese al di fuori del procedimento penale, non sono soggette alla disciplina di cui all'art. 63, comma 2, c.p.p., che prevede l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria, in quanto il curatore non rientra tra dette categorie di soggetti e la sua attività non è riconducibile alla previsione di cui all'art. 220 disp. att. c.p.p. che concerne le attività ispettive e di vigilanza (Cass. pen., sez. V, 30 novembre 2017, n. 12338; Cass. pen., sez. V, 20 dicembre 2022, n. 18792); ed è utilizzabile, quale prova a carico dell'imputato, la testimonianza indiretta del curatore fallimentare sulle dichiarazioni accusatorie resegli da un coimputato, non comparso al dibattimento, e trasfuse dallo stesso curatore nella relazione redatta ai...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
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