Con la sentenza n. 41549 del 19 settembre-12 novembre 2024, la prima
sezione penale della Corte di Cassazione si è pronunciata circa la
collaborazione impossibile del detenuto membro di un’associazione per
delinquere a stampo mafioso.
L'art. 4-bis, comma 1, O.P. nella formulazione antecedente alla sentenza n. 253 del 2019 della Corte Costituzionale prevedeva che i benefici penitenziari potevano essere concessi ai detenuti e agli internati che avevano commesso uno dei delitti tassativamente indicati dalla medesima norma nel solo caso in cui questi collaborino con fa giustizia a norma dell'art. 58-ter O.P.. Il successivo comma 1-bis, nella formulazione antecedente alla modifica di cui al D.L.vo n. 162 del 2022, estendeva la possibilità di concedere i benefici anche ai casi in cui la limitata partecipazione al fatto criminoso, accertata nella sentenza di condanna, ovvero l'integrale accertamento dei fatti e delle responsabilità, rendono comunque impossibile un'utile...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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