Con sentenza n. 26919 del 15 marzo-8 luglio 2024, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione si è interrogata sulla competenza territoriale per i reati di diffamazione commessi mediante l'attribuzione di un fatto determinato ed a mezzo di trasmissioni radiofoniche o televisive.
Un primo orientamento giurisprudenziale sostiene che, in tale ipotesi, la competenza territoriale deve essere stabilita applicando la legge 6 agosto 1990, n. 223, art. 30, comma 5, e cioè con riferimento al luogo di residenza della persona offesa, chiunque sia il soggetto chiamato a rispondere della diffamazione, poiché la citata disposizione, nello stabilire tale competenza, menziona i "reati di diffamazione commessi attraverso trasmissioni consistenti nell'attribuzione di un fatto determinato", indipendentemente dalla persona che li abbia commessi (Cass. pen., sez. V, 18 settembre 2014, n. 3135). La seconda tesi in gioco, all'opposto, ha ritenuto che le norme speciali di cui all'art. 30 I. n. 223...
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