Con
sentenza n. 7218 del 23 agosto 2024, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha
affermato che la pretesa risarcitoria per attività amministrativa illegittima –
e dunque per lesione di interesse legittimo – è ancorata alla dimostrata
spettanza del bene della vita, giacché solo in questo caso il danno invocato
può ritenersi ingiusto e meritevole di riparazione (Cons. Stato, sez. V, 14
giugno 2024, n. 5360; Cons. Stato, sez. V, 5 aprile 2024, n. 3155; Cons. Stato,
sez. V, 2 febbraio 2024, n. 1087; Cons. Stato, sez. V, 21 aprile 2023, n.
4050).
Questa affermazione implica alcuni corollari e specifiche declinazioni: i) da un lato, “la domanda di risarcimento non può trovare accoglimento […] per vizi tralatiziamente definiti formali, quali il difetto di istruttoria o di motivazione, o procedimentali (come il vizio di incompetenza), in quanto non contiene alcun accertamento in ordine alla spettanza del bene della vita coinvolto dal provvedimento impugnato, non consente...
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