Con sentenza n. 21098 del 26 marzo-29 maggio 2024, la sesta sezione
penale della Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla questione
relativa alla rilevanza del tempo decorso dai fatti contestati sulla
concretezza ed attualità delle esigenze cautelari, nei casi in cui opera la
presunzione di cui all'art. 275, comma 3, c.p.p..
In materia, sono ravvisabili nella giurisprudenza di legittimità due indirizzi ermeneutici. Secondo un primo orientamento, il c.d. "tempo silente" (ossia il decorso di un apprezzabile lasso di tempo tra l'emissione della misura e i fatti contestati), ove non accompagnato da altri elementi fattuali, è inidoneo a superare la presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, di cui all'art. 275, comma 3, c.p.p. Si afferma, infatti, che detta presunzione è prevalente, in quanto speciale, rispetto alle disposizioni generali stabilite dall'art. 274 c.p.p. cosicché se il titolo cautelare...
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