Con sentenza n. 36824 del 13 luglio 2023 (dep. 5 settembre 2023), la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha ricordato che, in applicazione del principio di legaIità, è sempre consentito al giudice attribuire la corretta qualificazione giuridica al fatto descritto neII'imputazione, senza che ciò incida sull’autonomo potere di iniziativa del pubblico ministero, che rileva esclusivamente sotto il diverso profilo dell’immutabiIltà della formulazione del fatto inteso come accadimento materiale.
Detto potere incontra un primo limite, connaturato all’istituto, nella condizione che il fatto, come accadimento naturalistico, non deve subire modificazioni. In altre parole, il giudice può assegnare una diversa definizione giuridica a condizione che il fatto contestato rimanga immutato nella sua dimensione storica. Opera, inoltre, il divieto di reformatio in peius ex art. 597 c.p.p., nel senso che, anche quando impugnante è solo l’imputato, il giudice può dare al...
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