Con sentenza n. 31714 del 5 giugno 2023 (dep. 20 luglio 2023), la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che, in tema di condizioni di procedibilità, con riferimento ai reati divenuti perseguibili a querela per effetto del D.L.vo 10 aprile 2016, n. 36 ed ai giudizi pendenti in sede di legittimità, l’inammissibilità del ricorso esclude che debba darsi alla persona offesa l’avviso previsto dell’art. 12, comma 2, del predetto decreto per l'eventuale esercizio del diritto di querela.
È anche da escludere che la sopravvenienza della procedibilità a querela e, ancor prima, la procedura finalizzata all'eventuale accertamento della improcedibiIità per mancanza di querela a seguito dell'esito negativo della informativa data alla persona offesa, possano essere ritenute idonee ad operare come una ipotesi di abolitio criminis (e finalizzazione all'accertamento di abolitio criminis), capace di prevalere sulla inammissibilità del ricorso. La...
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