Con sentenza n. 323 dell’11 dicembre 2024-7 gennaio 2025, la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che in tema di misure cautelari personali, un indizio può definirsi "grave" qualora sia pertinente rispetto al fatto da provare, idoneo ad esprimere una elevata probabilità di derivazione del fatto noto da quello ignoto e dotato di un elevato grado di capacità dimostrativa del fatto da provare.
La giurisprudenza di legittimità non è univoca nel ritenere che anche ai fini dell'applicazione di una misura cautelare gli indizi debbano risultare, oltre che plurimi e gravi, anche precisi e concordanti, in quanto a fronte di pronunce secondo cui «ai fini dell'applicabilità di misure cautelari personali, per valutare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, in caso di presenza di "prove" indirette, è necessario utilizzare anche il canone posto dall'art. 192, comma 2, c.p.p. là dove prevede che gli indizi devono essere plurimi, precisi e concordanti; ne...
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