Con sentenza n. 34809 del 17 luglio-16 settembre 2024, la quinta
sezione penale della Corte di Cassazione ha ricordato che la natura permanente
del reato incide anche sul modo con cui viene confezionato il relativo capo di
imputazione che non sempre indica la data o il periodo di cessazione della
permanenza, generando, soprattutto in tema di reati associativi, contestazioni
cd. "aperte", prive, cioè, della indicazione della data di cessazione
della condotta illecita; il che pone il problema, ai vari fini, sostanziali, processuali
e penitenziari, dell'accertamento della cessazione della condotta contestata.
Secondo l'insegnamento della giurisprudenza, quando il capo di imputazione contenuto nel decreto di rinvio a giudizio relativo ad un reato permanente si limiti ad indicare soltanto la data iniziale del fatto o quella della denuncia, ma non anche la data di cessazione della permanenza, l'intrinseca idoneità di tale tipo di reato a durare nel tempo, anche...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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